Roman Bordun, fotografo ucraino, cattura la devastazione post-conflitto in Ucraina con progetti visivamente potenti e riflessivi.
“Let’s Keep It for Better Times”
Progetto Fotografico e Installazione | 2022
Il progetto fotografico e video “Let’s Keep It for Better Times”, realizzato nel 2022, documenta la distruzione visibile diventata parte integrante del paesaggio nella parte settentrionale dell’Ucraina dopo la deoccupazione. Politici e giornalisti stranieri arrivano per osservare, mentre testimoni e vittime dei crimini cercano di abituarsi al loro nuovo status, somigliando a lavoratori museali che mostrano le rovine a un pubblico curioso. Tuttavia, rimane un lato della tragedia, diventata un museo di polvere e cenere, inaccessibile al visitatore esterno. Si pone la domanda su quando e come il senso di normalità abbia cessato di esistere. Il progetto invita a riflettere sulle conseguenze emotive e psicologiche di un conflitto che ha trasformato la vita quotidiana in una testimonianza di distruzione e resilienza.




“Lookdown”
28 Aprile 2020
Durante il lockdown del 28 aprile 2020, Roman Bordun, che si trovava confinato a casa, assistette a un funerale improvvisato sotto le finestre, poiché le chiese erano chiuse. Questo evento rifletteva la resilienza della comunità di fronte alle sfide. Tuttavia, la credenza popolare che osservare i funerali potesse portare sfortuna evidenziava l’ansia diffusa durante la crisi. La crescita delle chiese a Lviv dopo la caduta dell’Unione Sovietica sottolineava l’importanza della religione nella società ucraina contemporanea.

fonti:
Roman Bordun

Roman Bordun, fotografo e regista con base a Lviv, è noto per il suo lavoro nel genere naïf, che mescola cliché mediatici con performance classiche, offrendo uno sguardo unico sulla vita contemporanea. Membro dell’UPHA (Ukrainian Photography Alternative), Bordun esplora i confini della percezione umana e offre uno sguardo acuto sulla complessità del tempo e dello spazio.